Unico in Italia e nel mondo, il Centro per la ricerca clinica cardiovascolare postgenomica si propone di applicare le più avanzate biotecnologie alla ricerca clinica per la diagnosi e la terapia “su misura” dei pazienti e per una prevenzione mirata.
Le patologie cardiache detengono il primato tra le cause di morte nel mondo occidentale.
Ogni anno in Italia muoiono circa 243 mila persone per malattie cardiovascolari. I decessi per infarto miocardico sono 37 mila all’anno. Quando non sono letali hanno un costo sociale e sanitario considerevole a causa della disabilità e la conseguente limitazione della qualità di vita che ne deriva.
Fino ad oggi sono stati fatti notevoli progressi nello sviluppo e nella standardizzazione della diagnosi e della terapia dei danni cardiovascolari ma la prevenzione di questi danni non è ancora abbastanza efficiente perché le loro cause sono ancora largamente sconosciute e spesso diverse da un individuo all’altro.
Nel Centro per la ricerca clinica cardiovascolare postgenomica ci si propone di sviluppare specifiche nanotecnologie per l’analisi dell’attività dei geni, dei polimorfismi e della produzione di proteine (proteomica) per lo studio della trombosi, del danno lipidico e infiammatorio, del danno cellulare e diabetico e della farmacogenomica corrispondente, la nuova disciplina che vuole individuare farmaci personalizzati per specifici gruppi di pazienti.
Il Centro costituirà un riferimento operativo e un modello per la costituzione di centri analoghi per altre discipline mediche e, per le risorse operative che si renderanno disponibili, sarà il catalizzatore per il ritorno in Italia di ricercatori che hanno dovuto andare all’estero per poter lavorare con efficienza e che si sono là distinti a livello internazionale.
Nei laboratori di ricerca lavoreranno, a regime, 25/30 tra medici, biologi e tecnici.
Sarà sede di lavoro anche per “Visiting Professor”, ricercatori provenienti da centri esteri che tuttora collaborano o collaboreranno in futuro con il San Raffaele.


